L' ORO
NON COMPRA AMORE
OPERA BUFFA PER MUSICA
IN DUE ATTI
DA RAPPRESENTARSI
NEL TEATRO DA S. AGOSTINO
PEL CARNOVALE DELL^ANNO 1 8 1 6.
GENOVA,
Stamperia Pagano,
Piazza nuova N.° 43*
3
PERSONAGGI.
ALBERTO Barone di Mosca biaaca
Sig, Luigi Campitelli.
PASQUALE Conladino Padre di
Sig. Domenico Patriozzi.
LISETTA, e di
Signora Adelaide Malanotti.
CECCHINO
Sig* Gerolamo Micheli.
GIORGIO Contadino promesso Sposo a Lisetta
Sig. Giuseppe Ambrogetti.
CARLOTTA Contadina innamorata di Giorgio
e promessa Sposa a Cecchino
Signora Rosa Andra.
DORINA altra Figlia di Pasquale
Signora Cattarina Righi Pozzesi.
DON CASALICCHIO Maestro di Scuola del Vil-
laggio
Sig. Pietro V asoli.
Corp di Villani.
La Musica è del Sig. Maestro di Cappella
Marco Portogallo.
Nelle sere che la Sig/*" Malanotti potesse esser
indi^sta, eseguirà la sua parte la Sig/* An^
gioia Micheli*
4
MUTAZIONI DELLE SGENE.
ATTO PRIMO.
Cortile.
Campagna.
Camera rustica.
Curlile j come sopra.
ATTO SECONDO.
Camera rustica , come nelFAtto primo.
Galleria.
Sala reggia.
Campagna , come nelP Atto primo.
Le Scene dell' Opera sono disegnate e dipinte
dal Sig. Gio: Batta Celle.
Quelle del Ballo sono dMnvenzione e disegno
del Sig. Michele Canzìo.
Direttore del Palco Scenico e Macchinista , il
Sig. Gio: Batta Tagliafico.
Il Vestiario di ricca e vaga invenzione del Sig.
Carlo Songia ^ Milanese.
5
I Balli saranno composti e direni
dal Sig. Giovanni Galzerani.
Ballo serio Pantomimo in cinque Atti^
ACKMET
SOFFI' DI PERSIA.
Primi Ballerini serj assoluti y
Signor Antonio Cortesi , Signora Giuseppa Cortesi*
Primi Ballerini per le parti ,
Sig. Giov. Gaizerani sudd.*^ Sig. Gaspare Cenni.
Primi Grotteschi a perfetta vicenda ,
Sigg. Gaetano Ma|^uccì, Maria Fabris , Antonio Adami ^
Lucietta Marcassi j Giovanni Fabris.
Con N.*' 20 Ballerini di Concerto.
Primi Ballerini di mezzo carattere y
Signor Domenico Giura , Signora Gaetana Galzerani.
Con Sa Figurami.
i
1
ATTO PRIMO.
SCENA PRIMA.
Conile rustico , dirimpetto Rastello , che porla
alPOrto ed al Boschetto; alla sinistra portone
che conduce a detto Cortile, alla dritta porta
che conduce all' interno delia Casa, ecc.
Quattro Tavole, Formaggio , Grattatola , palo per
far la pasta 5 ed un mortaro per pestare le pol-
pette.
Pasquale^ Carlotta^ Dorina^ Cecchino e Vii-
lani ^ indi Casalicchio Maestro^ ed in ultimo
Alberto con seguito di Cacciatori.
Pas* Su da bravi , con coraggio
State atteati alla Cucina
Grattugiando io vò il Formaggio,
Spenna tu qtièlla Gallinai.
Pesta bene le Polpetta ,
Via , lu fa le lasàgnétte ,
Per la pancia allegramente
! Fatichiamo colme va.
Rattàplan , pian , piati , piatì.
Coro Rattaplan, piatì > pkti y pian.
8 ^
Cas. Sanità , buon giorno e pace 5
Cari miei , cosi mi piace ,
?vù 5 non voglio complimenti.
Seguitate a travagliar.
Tutti, Rattaplan. '
Cas. Come è grassa sta Gallina ?
Oh che pasta soprafina 5
Che polpette clelicafe ,
Nò di megh'o non si dà. ^
Fare presto che il Barone
Già ritorna dalla Caccia.
\ogIia il Cielo che gli piaccia
Questo nostro desinar.
Tutti Tutto è pronto , tutto è lesto
Quando arriva , in un momento ,
]Noi faremo come il vento
Sua Eccellenza a contentar.
Gas. Questo è il segno ,
Che fortuna !
Coro Su, compagni, all'* erta state,
E' il Baron che fa ritorno ,
In si amabile soggiorno
Tra di voi lieto sarà.
Tutti Sua Eccellenza di presenza
Gran le onor per noi sarà 5
Alb, Buona gente, vi saluto.
Sono grato al \ ostro affetto /
Se un bel cor serbate in petto ,
Ah! respiro in mezzo a voi,
Aure liete di piacer.
Alb. e Cas» Viva , viva Sua Eccellenza ,
Viva ognor la sua bontà ,
Che prolegge rinnocenza y
Che difende 1' onesta.
Oh! che gioja , che contento 5
Oh! che amabile momento.
Canteremo 5 suoneremo ,
Ed allegri si starà.
Cas* Viva, viva sua Eccellenza,
Viva ognor la sua bontà,
Che protegge P innocenza.
Che difende T onestà.
Ma la pancia è tutta vento ,
Se non mangio nel momento ,
Un gran chiasso , un gran fracassò
appratito a star mi fa.
Alb. La Campagna in ogni lato,
Tutto è bello , lutto è grato ,
Qual conlento al cor mi sento
Nella mia felicità.
Cas* Inchiniamoci tulli fino a terra ,
Si tratta del Barone, che buon Signore!
Eccellenza , Padrone , a' piedi suoi
Si umilia Casalicchio.
Alh. Maestro di scuola , addio.
Cas* Fatevi avanti , presio 5
Ei vi farà del bene 5
Pas. Eccellenza ....
Car. Ah ! Eccellenza.
Dor. Ben venga. .
' a 2
IO
Car. Ben trovata.
Cec, La sua mano
Pas. Anzi il leoibo della veste.
Alò. Oh , che gente da ben« , che son queste !
Dov'è , dov' è Lisetta ?
Si nasconde al mio arrivo ?
Pas. Oh \ aò Signore ,
Sapendo che giuagea vostra Eccellenza ^
E che facea l'onore di pranzare
In questa Gasa rustica ,
Lisetta la mia figlia se ne è andata ^
A corre per il pranzo 1' insalata.
^/&. Arriverà fra poco , non è vero ?
Pas A momenti verrà , e noi frattanto
Solleciti anderemo
11 tuUo a preparar, ci dia licenza !
Alb. Andar potete : oh cari I
Tutti Tosto audiamo a servir vostra Eccellenza.
(partono,
S C E N A IL
Alberto e Casalicchio.
Alb. (Costui mi pare al caso,
Conosco il suo carattere d' ipocrita ^
Con qualche stratagemma
Tutto farà. ) Malestro.
Cas. Che comanda?
Alb. Sappi che qui ne venni di proposito
A conquistar Lisetta.
11
Cas, Ebben ?
Aib. Ebben in fretta
Tu la devi tirar all'amor mio.
Cas, Uh ! che sento , Eccellenza!
Alb. Oh ! bagattelle.
Cas, Che gran mormorazione
Saria per il paese !
Alb. Tutto andera in segreto.
Cas. Sedurre una ragazza ,
Tradire l'onestà! oh ciel , che ascolto!
Alb, Io li proleggerò, non dubitare.
Cas. La mia riputazione , oh qual infamia !
Alb, Ma però questa borsa ....
Cas* Eh . . . ma ... Se ... .
Alb. Tutta , amico ,
Tutta è per te^ sù prendi.
Cas. Eh via ....
Oh , oh 5 Eccellenza !
Alb,, Il lutto comprendesti ?
Cas* Oh! lasci fare a me, céro Eccellenza,
Il tutto saprò fare con prudenza. viano*
s e E N A H I.
Luogo di Campagna.
Lisetta e Giorgio^ Pana con canestrino Insa-*
lata^ V altro di frutti ^ contrastando fra loro.
Lis. Dammi i frutti.
Gior. L' insalata.
Lis. Nò, non voglio.
12
Cr/o/*. Nò , non cedo.
Lìs, Ah ! testardo,
Qior, Già li vedo.
Lis* Insolente !
Gioi\ Non fai niente.
Lis» Crepa.
Gior. Schiatta.
Lis, Sei sciocco.
Gior. Matta.
[ Non la \inci per mia fé.
ì Non ti lascio per mia fè.
Lis, Se tu prima non ini dai
Delle fruita, Giorgio mio,
L' insalata , non vogl' io ,
Nò , non voglio dare a te.
Gior. Non mi fuggi 5 non mi scappi ,
Lisa mia , Lisa diletta ^
Che sii tu pur benedetta ,
Un tantino danne a me.
Lis^ Un tanti n ! ah ! sì furbetto
Un tantin te ne darò.
Ah ! nò nò te V ho già detto
Le tue frutta io prima vò.
Gior. Le mie frutta , ma cospetto !
Perchè prima , io non lo so.
Via su 5 dammi il fazzoletto
Che due frutta ti darò.
Giorgio mia, mi pare poco.
G/ar. Mia Lisetta; non è poco.
Lis. Malizi oso.
i3
d'or. Trislarella ,
Pur ti voglio contentar.
Lis. 1 Via sù prendi 5 e dammi intanto,
Gior* l Prendi pur, prendila tutta.
Non vi è più da contrastar.
Ah! che amore è un dolce incanto
Che scherzando , martellando 9
Con diletto infiamma il petto ,
E contenti ci fa star.
Gior. Cara Lisetta mia , sai che a Pasquale ,
Oh ! che notizia bella ....
Sai che a Pasquale, al caro padre tuo
Ti ho chiesta per isposa,
Zz5. Ebben, che disse?
Gion Ei mi disse di si.
Z/j. Respiro alfin , ma dimmi 5 questo di
Quando verrà.
Gior. Fra un mese
Il tutto sarà fatto , ed io la mano
Di sposo a le darò , « tu la tua ,
Lisetta , a me darai 5 non è vero ?
Lis. J L'istesso giuro anch'io,
a 2. l Nò che piacer non v è maggior del mio.
( per andare^
SCENA IV.
Alberto e detti ^ indi Pasquale \ poi Casalicchio.
Alb, Ah ! Lisetta, Lisetta
Lis. Eccellenza , Signore.
^4
GiorA piedi suol Eccellenza.
Alò Oh quanto aveva
Piacere di vederli !
Lis* Lisetta serva vostra
Grazie . grazie vi rende.
j41b km?ih\\e tu sei!
G/or-CCome s'intende?)
Pfl^. Presto Lisetta, Giorgio
Li fruiti , V Insalata ,
Che la tavola è quasi preparata.
G/or. Non tardiamo Lisetta.
Alb.lSò non partir ; un' altro poco aspetta
Dal tempo in cui li vidi P altra volta
Come sei divenuta
Più graziosa , più bella !
Lis. Che mi dice, Eccellenza ? Io non son quella,
G/or. ( Pasquale , che ti pare, io non vorrei;. . .
Pas.(\\ Barone? Che sei malto?
Nelle parole sue
Non c^ entra la malizia.)
Gibr.(Ah ! va ben . ) Alb* Mi consola
Aver nel feudo una gentil Ragazza,
Come appunto sei tu.
Lis. Troppi favori.
G/or.(Pasqu?Je , che ne dici?).
Pas. (Non c'entra la malizia ,
E tutto per bontà , per amicizia. )
G/or.(Ah , ah , va bene.)
Cas. Signore , i Cacciatori
Fan lite fra di loro, ognun pretende
i5
Aver la miglior parie , onde Eccellenza
E' necessaria la vostra presenza,
^tò. Gli aggiusterò ben' io.
Torno fra poco a voi , miei cari ad'^io.
(v^/a con Casalicckio*
SCENA V.
Lisetta 9 Giorgio , e Pasquale.
GiorSenti Lisetta un consiglio sano ;
Da Marchesi, e Baroni sta lontano.
Pa5. Che stai pensando mai?
Lisetta dopo un mese è moglie tua.
Lis, Che gioja.
Gzor.Che allegria!
Pas.Vìù. tempo non perdiamo
Il tuUo ad. allestir, andiamo , andiamo. (Vm
SCENA V L
Lisetta , indi Alberto.
Lis. Io non credea sì presto
D' essere consolata
In quanto all' amor mio. Ecco che Giorgio
Alla fin dopo un mese
Mi sposerà , ma Giorgio è poverello
E povera son io. Chi mai fra queste
Si sterili Campagne
i6
Mitigherà V eccesso
Delle nostre miserie!
Alb. io stesso , io slesso
Signor di queste terre
Posso giovarti assai, è molto tempo
Che bramo di soccorrerti , e che voglio
La tua felicità.
ZjÌs, Che intendo !
^Ib, Il guardo
Deh volgi a me.
Lis* Non ho coraggio. Giorgio
Mi disse , che lontaa sempre stia
Da Marchesi , e Baroni.
jéìh/Ex perché mai?
Lis, Perchè troppo diverso
Dal nostro è il loro cor :
Alb, Ah se sapessi
Cara, in questo mio cor cosa v'è scritto!
Lis* Cosa ci è scritto ?
Aìb. A lettere si fatte.
Vi si legge : Lisetta abita qui.
Lis. Quanto è grazioso! E come?
Fors' è una cast il vostro cor ?
Alb, Sicuro.
Vi è la Sala , la Carcera udienza ,
La stanza da dormire.
Lis, Eh via burlate
^/i. Davvero si davvero.
Lis. E ehi credea
Che dentro al cpr ci aveste
Una casa si grande.
Alb. Sì casa Baronale
Lis. Ed è tutta per me?
^/è. Tutta , o Lisetta,
Tutta per te, senza pagar pigione,
E se r osserverai
A parte , a parte con attente ciglia
Ti sembrerà V ottava meraviglia.
Padrona di quest^alma
Lisetta mia sarai ,
Que' tuoi vezzosi rai
Mi stanno a saettar.
Mio bene a te vicino
Ardo di fè d'amore
Mi balza in petto il core^
Mi sento giubilar. (^via>
SCENA vn.
Lisetta sola,
E Giorgio mi dicea
Che di certi Signori
Il core è piccolino, piccolino.
Ah! l'hanno grande, e Giorgio è un babbuino.
i8
5 C E N A Vili.
Casolicchio soIq.
A pranza ora il Barone
Eì fetnroi consegnare
Una borsa a Dorina piena d' oro 5
L'altra a Carlotta, appunto per tirare
Lisetta all'amor suo 5 ma siccome
Prima caritas incipit ab ego
Ho castrate le borse 5 e non lo nego*
S G E N A IX
Lisett/i ^ Alberto 9 indi Giorgio»
Lis. Io non comprendo affatto :
Dorina in questMstante mi ha mostrato
Piena d^^oio una borsa
E un'altra ancor Carlotta
Che lor diede il Padrone,
Ed io a mani vote, ed a me niente
O questo poi mi spiace certamente.
Ecco appunto , eh' èi viene
Voglio fingermi trista ,
Pensierosa , abbattuta , onde impegnarlo
A soccorrermi tosto.
Alb, Oh mia Lisetta ,
Splendor di Mosca bianca ,
Luce degli occhi miei ,
^9
Delizia del mìo core ,
Più candida di un giglio
Più fresca d'una ros^ ,
Più bella della luna.
Più lucente delP astro
Apporlator del giorno 9
Scusami se io si presto a te ritorno.
Lis, Che intendo ! queste ciancia
Sono forse i regali
Ch'egli destina a me?
AlbvTix non rispondi?
Lis, Ah mio Signor. . . .
Alb.Che mi \uoi dire?
Lis. Oh Cielo !
Alb.MsL tu sospiri?
Lis. E come
Non deggio sospirar? troppo infelice,
O signore è lo stato,, in cui mi trovo.
Alb, Ed io non posso forse
Sul momento cangiarlo : esponi, o bella
Esponi ogni tua cura
Ed ogni tuo bisogno, esserti io voglio
Protettore consigliera amante, e amico.
Lis. Dunque lo stalo mio schietta io \i dico.
Tutte a voi le mie miserie
Dì mostrar non mi vergogno 9
E^ pur grande il mio bisogno j
Che da vivere non ho.
Alb. Lisetta amabile
Questo .denaro
20
Prendilo 5 prendilo
Tutto per te.
Lis. Oh! come siete
Grazioso , e caro!
Quante monete
Tutte per me.
Alb. Tutte per te ,
La mano porgimi
amore in pegno.
Lis. Ecco Servitevi
Ve la consegno.
Alb. Oh che contento.
Lis» In cor mi sento
Più dolce giubilo
Per me non v' è.
Gian Còsa vedo? me meschino!
Il Baron con la mia bella
Ah ! Briccona , frasconcella
Io ti voglio accomodar.
•Eccellenza seguitate
Io gih credo , che Io fate
Per bontà , per amicizia ;
Qui non c^ entra la malizia ,
Nò , non c'entra signor nò.
Alb, Giorgio caro tu cos' hai ?
Lis. Ah prevedo qui de' guai ,
Gior» Non ho nulla ; sol la testa
Mi comincia un pò o pesar.
Male io sto ne^ fatti miei ,
Va crescendo il mìo sospetto.
21
Come balte un martelleUo
Il mio cor battendo va,
Lis. Male sta ne^ fatti suoi ,
Poverino sta in sospetto ;
Si , va ben , ma nel mio petto
Giorgio mio sempre; mi stà.
jilb. Male sta ne^ fatti suoi
Il villano sta in sospetto ,
Seguitar vò per dispetto 5
Vò veder se creperà.
a 3. Tutto avrai mio bel visino
La ceiosia rode
^ mi
La rabbia lo divora ,
Questo mancava ancora
Per farmi delirar. (jélb. via.
S C E N A X-
Detti ^ poi Carlotta^ Cecchino^ e Dorina^
poi Alberto.
Lis. Ma cos' hai caro Giorgio
Alfin dalla miseria, e dagli stenti
Noi potrem respirar, vedi quant' oro
Il Baron ci donò.
G/or.(Fremo di rabbia.)
Lis. Se bai qualche smania al seno^
Questo dolce boccon i' accheti almeno.
G/on Vattene , sfàccialeUa
* 22
Che gridi? e che ti ho fatto?
G/or .Un' indegna tu sei.
Lis> Tu sei un oiatlo.
Cec. Che grida son queste ?
Dor. Sorella cosa fu ?
Car, G\ovi^\o che avvenne ?
G/or. Per fida!
Lis» Ingrato!
C^c.Ma per qual motivo
In collera voi siete ?
Gior,Oà\ Cecchino.
Qui in presenza di tutti , ad alta voce
Nel luogo stesso in cui
Giurai fede di sposo
L'airr'anno a tua sorella,
Or la rinunzio, ed anzi la rigetto.
Qjer andare ^ e Cec. lo tiene
Car. Animalaccio. Dor» (Oh caro)
Lis* Oh maledetto !
Cec. Dove vai? la cagiona
Almen saper vorrei.
Gior. \j ono le lo dirà, che ha in man colei, (yia
Cec. Oro? Chi le lo diè? Nulla comprendo ,
Lis. Ed io de' fatti tni^i ragion non rendo, (yia
Cec. Son pazzi tulli e due , ma tu frattanto
Questi Zoccoli accetta , o mia Carlotta ,
lo li comprai poc' anzi alla Città.
Car. Nò , non li voglio, anch^ io
Ho un poco d' oro al par di tua sorella
E de' Zoccoli tuoi non ho bisogno. (yia
23
Cec, Ovo anch'essa? che fu? son desto, o sogno?
JDor. Nò tu non sogni , e anch' io
Sò comprarmi con questo una gonnella
Più leggiadra, e più bèlla. (yia.
Cec. Lisetta oro, oro Carlotta, e ancora
Oro Dorina! Oh qual sospetto mai!
Il Barone coli' oro forse tenta
Sedur le Villanelle,
E rapirci le spose , e le sorelle.
Fremo di rabbia , e sdegno
Vendetta, sì vendetta, oh se potessi
Il Barone trovar da solo , a solo
Vorrei con questa mano . . . -
jiìh,^ che vorresti far ? dimmi Villano?
Cec. Vorrei con questa niàno
Prender quell'altra a voi ^
Baciarla, e meco poi
Goder d'un tanto onor.
Chi sa se non ha inteso ,
Che veiidicìirmi io voglio j
In si fatale imbroglio
Mi batte in seno il cor.
Signor, ma quelle ciglia
Son torbide , increspate.
(Mi getta cèrte occhiale
Che m'empie di lerror.
Del mondo la gran massima
Io Voglio segilitàr
^4
Cohvìene ai poveri uomini
Tacere e tollerar.
udlbAo \e§go che a costui
Qualche mosca saltò certò sul naso.
Sebbene con malizia
Tutto dissimulò.
SCENA XI.
Lisetta 5 indi Casalicchìo e detto,
Lis. Signor giustizia :
Alb. Giustizia ? contro chi ?
Lis. Contro un -villano
Che mi ha tradita.
Alb, Contro Giorgio ?
Lis. Appunto 5 contro Giorgio.
Alb, (Incomincia
Amore a favorire i miei disegni)
Voglio chea lui s'insegni
Il suo dovere.
Alb, Il suo dovere a lui
S'insegnerà non dubitare.
Lis* Voglio
Che tosto abbia la pena
Che gli è dovuta.
Alb.Yi^W V avrà tei giuro.
Lis» Voglio che in questo giorno
Si in questo giorno islessò ,
Quel perfido j quel furbo > quell' ardito ». .
25
Alb. Sia carceralo?
Lis, Oibò sia mio marito.
Alb.Cìi^. vuoi? che dici?
Lis, E' chiaro , non 1^ ho detto ?
Vogh'o che in questo giorno
Giorgio sia mio marito a suo dispetto.
Alb, Kò , nò , cara Lisetta
Invece d'un castigo
Un premio gli daresti : s' ei t"* offese ,
Seguita a far , mia vita ,
Quello, ohe più gli spiace, e più lo irrita.
Lis, E' vero è ver, dunque per fargli rabbia
Seguiterò da voi
A ricever monete 5
Un'altra borsa avreste?
Alb, Eccola 5 prendi.
Lis, Un"* altra.
Alb, Sì y opportuno
Qui viene Casal icchio.
Dammi la borsa tua. (a Cai,
Cas, Signor , che borsa mai ?
Alb, La borsa , che a te diedi.
Lis, Si , la borsa.
Cas. Sappia . . . (Che colpo è questo?)
Sappia ^ che qualche somma
Per carila ho già dato ...
Alb, Nò j non importa , nò , maestro amalo.
Cas, Si ricordi 5 Eccellenza. . . .
Alb, A\iv2( le ne darò; abbi pazienza. Cas* parte.
Eccoti , questa ancora
26
D' un vero affetto in segno 9
Bellissima Lisetta , io ti consegno.
Lis, Datemi quanto avete ,
Per far dispetto a Giorgio lutto accettOé
Alò. Tutto per vendicarti !
Dunque dovresti in questo giorno ìstesso
Venire a star con me.
Lìs, Voi disponete pur di me , signore.
A/b. Così potrai con nvé viver felice.
Abiti y gemme ed oro
Avere a tuo talento.
Lis. Oh che gusto ! oh che guslo|
danze ed a teatri
Comparire fastosa ,
Vaga da capo a pie.
Lis, Che bella cosa !
Alb, A servi , a serve , a paggi
Comandare a bacchetta.
Lis, Basta 5 basta con voi verrà Lisetta. (yia*
Alb. Quanto è vezzosa mai ! oh qual contento !
Un giubilo soave al cor mi setito.
Gior*\\ Padrone per certo
Non ha ragione ; eppure
Meco è sdegnato^ e che? dovevo io'forsfr
Lasciar che a suo talento
Ei regalasse la mia sposa? io
Lisetta rigettai , io feci bene.
Pas, Hai fatto male assai.
i)i>r. Male, male, ni^^iissiniio^. Ha ragione*^
Il Papà.
Pas, Non si tratta
Cosi con la figliuola di Pasquale.
Dor, No 5 no ^ colla sorella di Dorina
Non si tratta così.
Gior, Ma come? ed io
Dunque dovrò ? . . .
Pas. Tu devi
Sposar la mia figliuola.
Dor. Tu devi mantener la tua parola.
G^o^.Ma voi , ma voi saprete ^
Carissimo Pasquale.. . .
Pas.So tutto 5 e so che nulla \' è di male
Almen per parte di Lisetta, lo vado
Tosto in traccia di lei
Per ricondurla a te : qui nacque il vostro
Disgusto , e qui egualmente
La pace vo^ che segua certamente. (^parte.
Gior,Kh. \ crederò s'ella mi \ien d' avanti.
Dor. S' ella ti vien davanti , i tuoi deliri
Si cangeranno in pianti.
G/or.Ch'io pianga ? Piangerei
Se sposata l'avessi; in mosca bianca
Saprò trovar chi meglio
Faccia per me..., Ma chi vegg^io? Lisetta!
Lis. Giorgio 5 qui offesa fui : qui vo' vendetta.
GiorW Padre Pha mandata
A far meco la pace.
Lis. , Il cittadino
Veramente ha ragion, se dal villano
Cerca per quanto può di star lontano^
28
10 certo 5 iacomiiiciando d' ora ^ fuori
Che 11 papà, il fratello, e la sorella,
Saprò tutti abborrir»
Gior. Veh! che favella!
Non è villana anch'essa?
Anzi delle villane
11 disonor non é ?
Lis. Barbaro , ingrato ,
Impertinente , sciocco !
Già si sa che il villano alcun non sente
Rimorso per tradir.
Gior, Cresce il discorso :
Più frenarmi non posso.
Lis. Egli è del mondo
L'ignominia, il malanno , il vitupero
Gioi\ Tu menti , malandrina.
Lis. Io dico il vero.
Gior. Ah disgraziata !
Lis. Ajuto ! ajuto !
G/or.Eccoti, o Giorgio i soliti
Frutti del ra^ìtrimonio.
Per primo, a sua Eccellenza
Il moccolo ho portato :
Per secondo , uno schiaffo ella m' ha dato.
Per ultimo mi aspetto,
E questo più d'ogni altro mi è molesto,
Che mi faccia fruttar ben ben la testa.
Non avrei mai creduto
Vedendola si cara , e si smorfiosa
Che avesse in capo tanta furberia !
Ah! che il fidarsi a Donna è gran pazzia.
' Aprite un pò quegV occhi
Uoraini incauti , e sciocchi ;
Guardate queste fendine 5
Guardate cosa son.
Queste, che d^ esser miele
Si vantano , e son fiele,
E per cui perdon gli uomini
La borsa , e la ragion ,
Son streghe che incantano.
Per farci penar ,
Son tigri che graffiano
Per farci crepar 5
Civette che allettano
Per trarci le piume.
Demoni che fingono
Per farci far lume 3,
Son rose spinose,
Son volpi vezzose 5
Son orse benigne.
Colombe maligne
Maestre d' inganni.
Amiche d" affanni
Che fingono e mentono :
Amore non sentono 5
Non senton pietà ;
Il merto noi dico ,
Ognuno lo sa.
3o
SCENA XI L
Casalicchio , e Alberto.
^/i. Appunto, Casalicchio, hai già pensato
A quello che l'imposi ?
€as. Ho luttQ preparato , i Cacciatori
M'attendono ad un cenno ,
Per eseguire il nolo concertato.
Alb, Questo soltanto io bramo.
Ctì55. Non si tardi 9 Eccellenza 5 andiamo
Alb. Andiamo. ( partono*
SCENA XIII.
Camera rustica.
Lisetta , Pasquale , e Cecchino*
Pas, e Col Papà , col tuo Fratello
Cec* Tu non deyi contrastare.
Al Baron più non pensare ,
E allor Giorgio tuo sarà.
Lis. Ma . r . .
Pas, Che maf
Lis. Se voi sapeste.
a 2 Cosa abbiamo da sapere
Lis. (Giova fingere, e lacere
Quel che piace poi si fà)
a 2 Cosa pensi?
3i
Lis, Ho risoluto ;
Farò quel che Yoi "volete.
a 2 Dici il vero ?
Lis, Noa temete,
Son la stessa verità.
Se farai quel che t' ho detto
Molto ben ti tornerà.
Lis. Ho capito 5 andate a lettp
Si fratello, si P;<ppà.
(^Pas. e Cec* partono
Convien dunque, che le Donne
Fiiccian sempre a modo altrui?
Nò sposar 9 non vuò colui ,
Nò 5 penar non vuò cosi.
Ma si spenga ancor il lume ,
Ognun tace, ognun riposa
Ah ! Saria pili bella cosa
Se il Padrone fosse qui.
SCENA XIV.
Alberto y e Detta.
Alh, Psi , psi , psi.
Lis. Ma questo è il segno.
Alò. Psi, psi, psi.
Lis, Psi 9 psi 9 P»i*
11 Barone siete voi?
Jlb. Lisetta y si son io.
Lis. Apro tosto. Alb. Idolo mio
Vieni ^ ah vieni a questo seno.
32
Lis. Nò Lisetta non ci Viene.
Alb. Ma tu devi .. .
Lis. lo ho burlalo.
jé.lb. Ah mia cara . . . .
Lis. Vengo lesta.
Atb, Ah mio b. n qual gioja è questa 5
Ah mi sento giubilar.
Lis. Parto si 5 ma il cor si arresta
Ah mi sento vacillar.
SCENA XV.
Cortile.
Giorgio , indi Lisetta 5 e Alberto*
Gior. Notte alcuna non passai
Più terribile di questa
E nel core 5 e nella testa
Sempre amor mi martellò.
Vidi in sogno la Lisetta
Col Barone fuggir via ....
Calda ho ancor la fantasia ,
E sugli òcchi ancora io fho.
-^^/J. Spunta il giorno alfin , ben mio
Per pietà non indugiar.
Lis. O Capanne , o Selve , addio 5
Più fra voi non voglio star.
Gior* Sono desto , ò sogno è il mio ?
Il Baron .... Lisetta è qua :
Gente 9 Amici , 1 Traditori
Qui venite ad arrestar.
33
Lis* Siam scoperti.
Alb* Cacciatori ,
Mi venite ad ajular,
S C E N A XVL
Tutti in Scena coniami^ Villani, e Cacciatoli ec*
Tutti Qual rumor, che si fa. Che si lenta?
Cec. La dorella ,
Pas. La Figlia.
Car, Lisetta!
Gior. Ei tentò di rapirla.
Cmo Vendetta.
jilb. Sommissione.
Cas» Rispf^tto.
a 3 Pietà-
Tutti Par che resti ogni mano sospesa ,
Par che l'ira deponga ogni petfo.
Ma l'affanno, il timore, e il sospetto
Tuita l'alma occupando mi \à-
Alh* Ascoltatemi , o Vassalli
Venir meco vuol costei ;
La sua sorte a"* cenni miei
Voi dov^ te rispettar.
Gior» Ah Li*»etta malandrina.
Ah Padrone dispietalo ,
Son tradito , disperato
E la motte mi vò dar.
Giorgio senti
B
^34
Coro Ferma.
Cas» Pensa.
Pas» Giorgio senti , non partir.
jdib. Deh lasciatelo fuggir.
Gior. Dì mia man vi vò scannar.
(Fugge eoa Pas. Cec, ed altri i^illanu
Lis. Per pietà lo raggiungete
a 2 Si : si andiamogli d^appresso^
Egli è fuori di se stesso
E poirebbesi ammazzar.
Alb. S' egli è fuori di se stesso
lo non so che cosa far.
a 1 Ah da piangere mi viene
Alb* State allegri , e non piangeté.
Ah signore voi ridete ^
Perchè duro avete il cor.
SCENA ULTIMA.
Giorgio y Pasquale , Checchino e f^illani
che ritornano e detti,
Pas.
e Cec, Deh Giorgio mio, raffrenati >
Gioì» Per cari fa lasciatemi
Io più non vogh'o vivere j
Lasciatemi morir.
Alb. Ogni contrasto è inutile
Lisetta troppo piace mi ^
E meco dee venir.
35
a 2 Oh Donne !
Pas. Oh Padri !
Gior. Sposi.
Cec. Fratelli.
Alh. Padroni.
Gas. Maestri.
Tutti E quali angustie
Vi toccano a soffrir.
Come un lupo che affammalo
Chiotto 5 chiotto al gregge va,
L' Agnelletla semplicetta
Va inseguendo qua , e là.
Così appunto in fretta , in fretta
Il Baron lo stesso fa.
'^is ^ ^^^^ fionda esposta al vento
Agitato il cor mi sta.
Ma r affetto sia nel petto
Svolazzando in qua e là ,
E quest'alma nou ha calma
Ed in sen mancando va.
Aìh, Vieni meco. Lis» Ah nò.
Coro Fermate ? Alb. Cacciatori
Coro Che bramate.
Alh. Che si scaccino di là.
Coro N<>slra man li punirà.
Alb, Ah Villani leroerarj
Cosi voglio 5 vieni qua.
his. Padre? Sposo! Amici oh Dio!
Ah di me che mai sarà.
36
Tutù Ah Sisrnore : deh non fate .
Co^o Questa è troppo crudeltà.
Tutti Oh che caso stravagante
Q lal evento , qual istante ,
Vò chi brontoli, chi ra or mora,
V è chi critica 5 chi strepita,
è chi rosica , chi rur»ina ,
V è chi morsica , chi fulmina.
F4 la voce tracotante 9
Qual tarn burro iTmbom>bante
Gran sussurro poi farà.
Fine deUAito Primo»
37
ATTO IL
SCENA PRIMA.
Camera rustica , Tavolino e molte Sedie.
Giorgio^ Pasquale ^ Cecchino ^ ed altri Villani
Gior.k\\\ che la Sposa è andata, ed or \edrele
Vecchio senza ragione ,
Se lurto per hontà facea il Barone.
Pa?. Cosa di far pensate ?
Cec. Che cosa risolvete ?
Pa5. Discorrere dobbiamo '5
Gior.QxxH bisogna risolvere. Sedia rro. (siedcno.
Ragionare ola un pò. Si deve adesso
Pensar al nostro onore
Cee. Più che all'ooore^
Si ha da pensar io dico
Alla riputazione.
Pas* E in questo caso
Si ha da pensar a tutti due.
G/or. Pertanto
Io dico che alla prima
Diamo fuoco alla Casa del Barone.
38^
Pas* Sì 5 ma in città è la Casa ,
Accorrerà la genie,
E noi ci perderemo inutilmente.
Gzor.Certo cliè .... ma pian piano
Per la testa mi passa un bel pensiero.
Pas» Sentifir^iolo.
Cec. S? ntiamìo. )
G/o/'.Attenti bene
Per introdurmi in casa senza opposizione
E farmi render conio della Sposa
Piglio a nuolo un Vestito , e un Perruccone,
E come un Cavalier nobile, e dotto j
Io sarò dal Baron tosto introdotto.
C^c. Bravo 5 bravo
Co/^o Bravissimo ,
G/or Obbligato. (/alzano tutti
Seguitatemi pure
Ch io non perdo un momento
Oh! questo ben si chiama aver talento.
Coro CosU cosi va bene
Che bel pensier , che ingegno!
Apprenderà 1 indegno
* L'onore a rispettar. (yiano tutti
SCENA II.
39
Galleria in casa del Barone, con specchio da
una parte.
Alberto e Casalicchio*
Cas. Eccellenza , Padron , cfie ha £itto mai
La cosa è clamorosa , e nel Paese
D"* altro non si favella.
Alb.W vero • ma Lisetta è troppo bella.
(Miseria umana) in differente guisa
Oprare si dovea , come le dissi.
Alb,(^\xA\o eh' è fallo, è fallo.
Cas* Ha fallo male.
Alb. Lo confesso
Fu r amor che mi trasse a quesi' eccesso.
Cas» Signor si pensi almeno ad un rimedio.
Senta. ...
Alb* Non sento 5
II Padrone son io , voglio così.
CasAo non favello più. (miseria umana;^
Alb. Ecco che vien Lisetta
Osserva quanto è cara!
La vedi !
C^i5. (Che boccone
Alb. Sen vien tutta abbigliata
Quanto è vezzosa mai.
(Che bel boccone!)
Alb* Ritiriamoci attenti ad osservarla.
'4°
Si strano cambiameiito in verità
Le deve cagionar gran novità, (si ritirano
S C E N A III.
Lhf Ita entra con tìmidi zza . e inoltra offser-
sbando sempre in atto di ammirazione.
Veh! ... come!.. » dove sono!
In qual luogo mi trovo? Ab cosa veggo
(mirandosi nello specchio.
Una Signora là ; meschina me !
Oh questo è \\n tradimento.
Che il Barone mi ha fatto j
Sarà la Baronessa
Che regna in questa casa. ^
Signora perdonate io non ho colpa 9
Ma questa non mi parla? ^
Ha tutto il gesìo mio ?
Non si move di là, dunque son io,
Coraé son fatta beila Oh benedetta !
Di me non vi è 1' eguale. ^
(Si bacìa nello specchio»
Eassf^mbro una Signora tale, e quale
Uh che gran meraviglia
C^a alla toeletta e suona il campanello^
Ah ! un sparito folletto *
Che sen vola per l' aria-
( prende il soffietto del Ciprio*
Che paura 5 che caldo ! Io sudo freddo,
Io mi sento monr, cosi abbigliata
Movermi non poss"" io. Me sventurata !
10 non reggo... io perdo il fiato.
Troppo stretto è questo busto.
Veramente non dà gusto
11 vestir delia Città.
Questa scarpa è troppo stretta,
Lungo il tacco io vado zoppa,
E la coda già m'intoppa ,
E cadere già mi fà. (^si ritira.
SCENA IV.
Alberto 5 Lisetta , indi Casalicchio*
Alb. Lisetta. ( vedendola venire»
Lis. Oh ! mio signor ....
Alb. Cosi vestila
Quanto più bella sei !
Una Venere sembri agli occhi miei.
Lis. Si, ma con queste scarpe
Non posso camminar, con questo busto
Muovermi non poss'io.
Alb. K ciò t'avvezzerai, beli' idol mio.
Lis. (Se mi vedesse Giorgio in questa guisa
Ah ! che piacer saria ! )
^/è. Lisetta , anima mia, quando vedrai
Tutte le mie delizie , stupirai.
Lis. Si, ma signor, dico io ... .
E Giorgio , e il sposalizio , e il padro mio ?
B 2
\
. 4^
Alb.Viii caso ornai non v'è^
Tu dei scoidarti, o di quelli, o di me»
Lis. Ohimè! voi mi mettete io confusionie ,
Comincio a palpitar , e ne ho ragione.
Alb, Cara sta pur allegra ,
Di-jcaccìa OiQai &ì neri
Fant^istici p^ nsieri.
Cas. Signor di là l^attende
Un p^^rsonaggio grande che desia
Coir Eccellenza vostra favellare
Aìh ^oVi sai chi sia!
Cfz?. Non 0Ò5 gli è lutto in gala»
Alb* Or ben, digli che aspetti ,
Or vengo in sala.
Lis. Signor, così vestita,
M'incomoda davvero.
Alb.Yi che vorresti!
Lis, Alquanto riposare.
AIK Si mìa vita ,
Il tuo piacer, il mio piacer sarà.
Lis. Grazie , grazie y signor , della bontà, via*
SCENA V. -
Casalicchio e Alberto.
Ca5. Signor , il personaggio è nella sala jr
E flemma più non ha.
Alb. Oae seccatura .
Che aspetti 9 o se ne vada,
Lisetta sol mi preme 5
Io penso solo a lei ,
E se dalle mie mani
Uscisse^ io morirei.
Cas. Di che teme 5 Eccellenza ? ^
Se la sposi.
jélb. Sposarla !....,
Si 5 si , la sposerò.
Cas. Ma un sospetto mi viene.
Alb. Di cbe?
Cas. Eccellenza
Lisetta e Giorgio sd amano aW eccesso ^
E se riflette tanto , e non fa presto,
Giorgio si mangia 1 frutti :
Mostra Eccellenza resta a denti asciutti.
Alb. AÌV eria, dunque, all' erta: quel villano
Non si perda di -vista 5 e tu frattanto
Va da Lisetta mia ,
Dille , che in brevi istanti
La mia sposa sarà. Se alcun s'oppone,
Mi vedrà più feroce d^un leone.
Sé og^nor per lei quest'alma
Soffri le sue catene,
Deve alle mie gran pene
Dar premio il Dio d'amor.
La sua vezzosa inarnègine
Fu il mio più caro oggetto,
Pfè la potria mai svellere
Alcun da questo car.
^Sentisti qiiel eh' io dissi
Or digli , che nel caso 9
Io lo farò tremar ,
Se appena sol pensasse
Qo'J core a me involar.
Furie di sdegno arnritité
Per voi già il cor nel petto ^
Con rabbia e con dispetto
Mi stanno a lacerar. parte.
S G E N A V 1.
Sala in Casa del Barone.
Alberto^ indi Giorgio vestito da Barone
annunziato da un serico*
j4lh. Vediamo chi sarà questo signore.
G/or. S'inchina innanzi a voi^ e si prosterna
Il bacon Cardomomo ,
Sap«-ndo che voi siete un gran bel tomo»
Alb. ( Bellissi^ìo principio ! ) Cioccolata.
(viene un servo,
Gior. Sedete pur. ( siedono^
Aib. ( Che asino ! )
Gior\ Diciamo , che sediate.
A!b.V^ son molto obbligato.
(Il Galateo costui non ha studiato.)
Cior- K così discorrendo j ma a proposito
Non ^Ien la cioccolata f
(Perder noa \ò il mio dritto baronale.^
45
Alb. Ehi presto cioccolata.
( Un servo porta la cioccolata.
Gior, Ehi , li biscotti.
Aib. Si, li biscoiti ancor. (Non so capire
Con questo torno, come andrà a finire.)
Gior.Ohr^ ... E così discorrendo
Sul proposito nostro ;
Mi conoscete voi ?
Alb, Non ho tanta fortuna.
Gior. Tanto meglio !
Or vedete .... (Eccellente cioccolata)
Siccome voi sapete che si stima
Per parte mascolina
L' onore più della riputazione.
( Buonissimi biscotti ! )
E per la femminina
Più la riputazione che P onore ,
Siamo appunto nel caso , o mio signore.
Aìb, Signor , per dirvi il vero
Del parlar vostro io non intendo un zero.
Gior. Studiato non avete , ed è per questo ^
Che voi non mi capite.
Signore , perdonate ,
Spiegate i sensi vostri meglio in carta.
Gior, (Neppur so dov^ esiste l'a^ bi , ci.)
Io non mi abbasso a scrivere
Sappiate ch'io. . ma nò... che sì. ..che voi...
^/i. Signor men yò ^ ci rivedremo poi. (wVz.
46
SCENA V II.
Giorgio^ indi Lisetta.
G/or. Se il barone sapesse chi son fo ,
Non sò come anderebbe la faccenda;
Intanto m'' approfitto
A fare da barone^ oh! m'incontrassi
Con Lisetta! Io vorrei
Yendicairni un taniin de' torli miei.
Lis. (Ah! senza Giorgio mio pace non trovo;
Lontan da lui gran dispiacere io provo.)
( Oh un signore? )
Giof\ ( Oh una dama ! )
Lis^ ( Chi sarà ! )
Gior* ( hi sarà !
Lis, ( Giorgio ! )
Cior. ( Lì set la ! )
( Fila non mi conosce. )
Lis, ( Egli non mi ravvisa. )
G/or. (Zitto, zitto. )
Lis, ( Vò farmi delle risa. )
Gior. Signora mi perdoni ,
Chi è lei ? come si chiama ?
Lis, Mi par che lei canzoni ,
Non vede che son dama ?
Quest'aria ... il portamento j
Il braccio , il vestimento ^
Basta per or , cosi.
Come si chiama lei f
Mi faccia tant' onore.
Gion Non vede i pregi miei ?
10 sono uii gran signore,
11 viso ... lì nobil brio . . . •
II naso • . . il parlar mio • . . •
Basta per or cosi.
Lis» Signor eccellentissimo»
Gior* Signora eccellentissima.
Lìs. Son serva sua umilissima.
Gior. Son servo suo umilissimo.
Lis. inchino.
Gior. Mi sprofondo.
a 2. Nò , cbe non v' è nel monda
Sì rara nobiltà.
Lis* Quando saprai chi sono ,
Più lieto non sarai ,
Più smorfie non farai,
Nè parlerai cosi.
Gior. Tra poco lascia fare ,
Pettegola , fraschetta ,
Farò la mia vendetta ,
Non anderà cosi.
Lo sò che sei Lisetta ,
Spergiura , maledetta ,
Ingrata , disgraziata ,
Crudele ed infede le ,
Villana , indegna e vana ,
Superba, capricciosa.
Capace d^ ogni co^a !
Deh vanne, vanne al diavolo,
Io non ne posso più.
48
Lis» Io sò cbe Giorgio sei
D^'iriiqui sensi e rei.
Birbante, petulante.
Geloso ed orgoglioso j
Impertinente, matto.
Capace d' ogni fallo ,
Deh vanne , vanne al diavolo
Io non ne posso più.
Gior* Cantar vò per dispetto
La - ra - la - ra - la - la.
Lis» LMstesso a far mi metto
La - ra - la - ra - la - la.
a 2. La bile il sen mi lacera ,
Lo sdegno già mi soffoca y
Del mìo tormento barbaro.
Amor, ci hai colpa tu.
Deh vanne , vanne al diavolo ,
Io non ne posso più. (viario
SCENA VIIL
Dorina , poi Alberto.
Dor, Vò in traccia di Lisetta e non la trovo»
Alb, Qui nella sala mia una villanella !
Forse di me richiede?
Dor. Eccellenza . • • Signore ! . . •
jilb.K che venisti? -
Z>or. Per ritrovar Lisetta.
Alb» Ed io credea che fosti qui venuta
Un qualche amante a ritrovar.
49
Dor. Nò certo ,
E chi potea qui ritrovare?
j4lb. Alberto.
Dor» Alberto ! ma non slete
Di Lisetta amante ?
yiìh. amico esser vogl'io f3i tutte quante.
/?or. Credete eh io non v'abbia già capito.
Voi vorreste di tutte e«iser ma» ito.
Alb. Nò, nò (si fioga ) sappi <hp Lisetta
Esser non vuol mia moglie ,
E ch'io bramo una donna che mi piacciaì
Onde sposarla.
Dor. E voi ne andate in traccia ?
Alb. L'ho trovata.
Dor.Y* dov'è? \
Alb. Mi sta presente.
Doralo vostra moglie*! Oh! non faremo niente.
Dolce rosa è Tesser bella,
E il piacere a tanti e tanti ;
Ma è p'ù dolce il far gli amanti
Sospirar e ognor languir.
Se con tenera fav* Ila
Senio dìruii : per te moro 5
Io rispondo , uno tesoro ,
Mori pur se vuoi morir.
Oh! che piacer, che giubilo
L^aluui dolor mi dà 5
Sono gli amanti miseri
La mia felicità*
5o
SCENA IX.
Cecchino^ Pasquale^ poi Lisetta e Giorgia^
indi Alberto.
CecChe casa senza regola! Nessuno
Veglia as;li ingressi.
Pa5. Tutto è aperto.
Cec. Intanto
Io qui m'aggirerò.
, Che alla fine ogni cosa scoprirò.
P£i5. Sola V sola io vorrei
Pria la figlia trovar .... ma ohi s' appressa?
Cec, Ritiriamci qui vien la Baronessa. (5/ ritirano
Lis. Comineian veramente le grandezze
A seccarmi : Ognun mi dice,
Che divenni più bella,
Ognuno a me s'inchina.
Ognun mi seijve attento ,
Eppur questo mio cor non è contento.
Vorrei vedermi appresso
Colui, che mi promise
Essere mio marito.
G/or.Ecco , colui , che fu da te tradito.
Lis. inganni
G/or.Ah ! non m' inganno»
Lis. Ah ! Giorgio !
(7ior.Ah! indegna.
Lis. Ah! caro!
G/or.Ah ! scellerata !
5i
Lis* Ah r mio ben.
Gior. Ah ! mio mal !
Lis* Placati
GiorAo voglio
Vendicarmi di te
Lis^ Chi mai da questo
Arrabbialo mastino
A difender mi viene.
Cec. Ecco Cecchino
Ma per unirmi a Ini
Nel far di te vendetta.
Lis» Anche tu contro me? se mi vedesse
Il mio papà si afIlitiLa , e desolata.
Pa5. Ecco il papa, ma per puuirli ingrata.
Lis. Oh ! me inf. lice ! io trovo
Tutti contro di me cangiati i cori ,
Io non resisto.
P^i5. Crepa.
C^c. Schiatta.
G/or.Mori.
Lis. In che cosa alfin mancai?
Pas. Non parlare è meglio assai
Lis. Ma che feci , meschinella !
Gior* Che facesti ! fiagattella
Stavo li per dirla grossa.
Lis. Voi che io mora tneéchinella
Di dolore, e di verigogna.
Pas. Ti rifiuto per figliola ^
Cec. Ti rinunzio per Sorella.
Gior Vò sposare la CsM^lotta.
52 ^ . ■
Lis, Il Padrone mi ha sedotta.
Gior. T'ha sedotta? peggio ancor.
Lìs. Le sgridate , che mi fate
Mi riempion di terror.
Alb. Qual fracasso , qual baldanza !
In mia casa, che increanza!
Lei ^ signore , vada fuori ,
Come c' entra ^ come qua ?
Gior, Son Giorgio.
Alb. Sei tu Giorgio?
Gìor, Si Signore.
Alb, Mori indegno. ( cava la Spada.
Tutti Ah fermate , non tentate ,
Che un gran fatto nascerà.
Alb. Empii , indietro: servi olà.
Coro Eccellenza siamo qua.
Alb, Quei Villani discacciate.
Lis» Ah ! s^ è vero , che mi amiate
Nò, non tanta crudeltà.
Alb. Ah! mi lascia maledetta!
Nò , per te non vi è più scampo :
Lis Me uccidete , io v' offro il petto
E per lui voglio morir.
Gior. Son qual naviglio all' onde ,
Che del vento al gran fracasso
Sale in alto , e scende al basso 5
E dagli urti combattuto
Ha perduto il suo senlier.
Lis. Son perplessa , e^d agitata
Più non trovo in me la calma
53
Titubante^ ho in seno P alma
E fra tante^ ree \icenjle
Si confonde il mio pensier.
Alb» Sono fuori di me stesso,
Vo perdendo i sensi miei.
Per colui mi veggo oh Dei !
Fra la smania ed il dispetto
Agitalo nel pensier.
Pas* eCec.Confuso e disperato
Oh che intrigo maledetto!
Nella mente ho un gran sospetto
Che fra tanti affanni e tanti
Mi dà molto da temer. (viario.
SCENA X.
Casalicchio,
Prevedo gran disastro, il cor mi dice
Che nascerà senz'altro
Un disordine grande, uno scompiglio ,
Che si saprà da ognuno.
Ah! Casalicchio, che diamine hai tu fatto f
Metterli in questi affari 5 in questo stato
Chi m' ha acci ecalo mai !
Mi trovo un pò confuso ed agitato.
Se Pasquale sa che unito
Son^ io stesso col padrone 5
Già lo vedo col bastone
Che m'ammazza in verità.
54
Casalicchio bada a te ,
Che Fasquale te la fa.
Ma pecunia veniat mihi ,
E sarà quel che sarà.
Se 1*1 Barone mai sapesse
Che la bor.«a ho già castrato ,
Una spada nel costato^
Non mi manca in verità»
E se- Giorgia poi s^avvède
Che servii per mediatore ^
Una palla dentro al core
Non mi manca in verità. (parte*
S C E N A XL
Boschetto.
Pasquale , ^ Cecchino.
Pa$. Non v*è tempo da perdere , si voli
Alla Città , si chieda
Giustizia al Pot^^stà.
Cec Pronto io vi sieguo , carissimo Papà.
Pa5. Comprar con Toro le seduzioni!
Cec. Strappar dalle onorate
Sue capanne una Figlia!
Paj. Sopraffar con la forza
Sposo, Padre, e Fratello
Cec, Alla Sorella
Df^lla rapila amante
Chiedere amor !
55
Pas. E fin contro di no?
Metter mano nel proprio sito palazzo
Ad un'arma da fuoco !
C^ec. Che dobbiamo aspettar, se questo è poco I
parie
S C E N A XII.
Giorgio con Fagotto , degli ahiti da B a roti e
indi Lisetta col suo Fagotto*
Gior, Non so , come Pasquale
Voglia i suoi torti vendicar. Frattanto
Io da questo palazzo
Da questi odiosi oggetti vò fuggire,
Più veder non vogl'io
Lisetta in faccia. A terra o ridicola veste
Ti lascio, e ti detesto,
E co' miei piedi adesso li calpesto. getta
il Fagotto-
Lis. Io ti deposi alfine
Abito malandrino. A me pareva
D'avere sulla testa, e sulle spalle
Un immensa montagna ,
E mi ricorda ognora
Quest^ ahi taccio le mie folli brame, {getta
il Fagotto
Vanne in malora alfin vestaccia infame, via
56
SCENA XIIL
Dorina e Carlotta.
Dor* Che ir? ai sarà ! Poe' anai
Il Fratello , il Papà qui m' han lasciala
E adesso da me fugge la sorella
Che farò qui soletta , io meschinella.
Car. Md Giorgio dove andò! Che veggo mu
L* abito è questo^ ch^legli aveva indosso.
Dor, È questo , è quello 5 che Lisetta avea.
Car. Che fu dì loro ?
Dor» lo vidi or or, Lisetta
DI qui fuggir.
Car. Che intendo mai ? Fors^ ella
Va dietro a Giorgie , e noi cosi solette
Qui cosa far dobbiamo ?
Corriam Dorina, dietro a lei.
Dor. Corriamo» partono.
S C E N A U L T I M A.
Alberto , Casalicchio , Cecchino , Pasquale , indi
Dorina^ Carlotta^ poi Lisetta^ Giorgio e Coro*
Alh. Qual tumulto sento mai !
Qual canaglia là vegg^ io
Vò vedere il fatto mio
Vò lo strepito acchetar.
Cas* Ah ! Eccellenza ,
Che disgrazia ! quai rumori !
Son venuii ì Creditori
Tutto il vostro a sequestrar.
Alb* Me ivifelice! dove mai
Le ricchezza* vsono andate ?
Ser.za un soldo', senza entrate
Come mai porrò campar.
Cec. Mio signore , la G ustizia
e Pas. H.4 ascoltalo i nostri pianU
Sul me mento a lei davanti
Vi dovei*^ presentar.
^lb> Traditori , non vi credo.
Cec^ e Pas. A quest' ordine credete.
Aib, Ma che lessi ! ah son perduto !
Alme ingrate , mi volete 5
Mi volete rovinar.
a 2. Così meglio apprenderete
Le passioni a regolar.
Dor. Sventurata ! chi m^'s addila
e Can La Liscila dov'è andata:
Disperala , disperata
E' fuggita via di qua.
a 2. Cos'intendo, cos'intendo?
Coro Presto andiam la .sciagurata
A cercar di qua , e di là.
a 2. Arrestatevi, fermate
Giorgio y e Lisa vien di là.
Lìs* La Lisetta meschinella
Col suo sposo alfin mirate 5
Ah! se voi le perdonate 5
Tutto in pace tornerà.
58
Pas» (Tace, pace, in questo punto
e Cec. Comincia suo a respirar. J
Alò. Ecco quello, che son giunto
^ Con tant' oro a comperar
Senza un soldo.
Zjìs. Ecco la borsa.
Dor\ Tale , e quale.
Car, Io pur l' istessa.
a 3. Da noi l'oro è disprezzato.
Cas. Ah ! che il ciel sia ringraziato.
^Ib, Dalle qua falso imposlore.
Cas. Ma Signore....
^Ib. Vanne via,
Cas. Ma vedete.. . . Ma vedete. . . .
Tutti. La sua grand' ipocrisia
Castigala ancor sarà.
Alb. Qual rimorso! qual tormento!
Il mio capo sconsiglialo
M' ha ridotto in questo stato
Kicoperto di roòsor.
Tutti, Siam tranquilli , siam contenti ,
Giunse a noi la bella aurora ,
L' onestà risplende ognora ,
ce L' oro mai non compra amor. «
Fine.
A G M E T
SOFT DI PERSIA
AZIONE MIMICA
in cinque Atti
COMPOSTA. D Dir.ETTA.
DAL SIGNOR GIOVANNI GALZERANI.
\
6'
ARGOMENTO.
heybec-Can Re della Transoxiana , in^^a^
ghito dalla decantata bellezza di Z al mira , fi-
glia di Acmet Sofì di Persia 5 quantunque que-
ste due Nazioni fossero sempre in aspra , e con-
tinua guerra p pure si lusingò di ottenerla col
mezzo di una pace vantaggiosa ed onorevole per
la parte de^ Persiani. Spedì perciò ambasciatori
con ricchi doni al Sofì ^ chiedendogli la figlia
per isposa^ ed offerendogli la sua amicizia. Il su-
perbo carattere di Acmet , non solo mostrò la
piÌL grande indignazione alla proposta , ma trat-
tando gli ajnbasciatori suddetti con tutto il di-
sprezzo ^ ordinò loro di subito sgombrare da suoi
stati y e riportare al loro Signore y che degno
non lo stimavi a neppure delV infima fra le sue
schiave \ quindi perche uno di essi mostrò qual-
che risentimento alle offese fatte al suo Re ,
Acmet gli fece tagliar la lingua ^ ed unito agli
altri li fece scortare dalla sue Guardie sino ai
confini del suo dominio. Ad atto sì inumano
corrispose la piU feroce vendetta , ed oltre T eser-
cito poderoso di Chejbec-Can s* unì quasi tutta
la Tartaria, Kaslan principe Tartaro nemico ^
62
Occuho di Chejhec ^ si arruolò pure con le sue
forze sotto le di lui bandiere , con la mira al
primo favorendole incontro di unirsi ad Acmet^
e tanto seppe introdursi nella di lui amicizia^
che Chejhec gli affidala i di lui pia importanti
segreti. Niente sbigottito V animo intrepido del
Sofì incontrò una sanguinosissima guerra , nella
quale la {littoria si dichiarò pel Re della Tran^
soxiana ^ trovandosi costretto Acmet a chiudersi
in Hispahan ^ intorno a cui il vincitore piantò
strettissimo assedio.
V azione teatrale principia dalV assalto e resa
di detta Città, Le vicende che formano V in-
treccio ^ sono i tradimenti del Tartaro Kaslan
di concerto con Acmet, La scoperta del tradi-
tore ^ allorché credeasl al colmo delle sue bra-
me , e la giusta di lui punizione formano lo
scioglimento.
Sopra questo semplice tratto della Storia de'
Sofl di Persia è tessuta la presente mimica azio-
ne. 11 Compositore si è fatto lecito farvi quelle
aggiunte e variazioni . che ha creduto plausibili ,
onde ottenere da un Pubblico tanto conoscitore,
ed indulgente , quel compatimento che è l'unico
compenso a cui soltanto aspira.
ATT ORL
PERSIANI.
AcMET Sofi di Persia, Padre di
Sig. Gio\^anni Galzerani.
ZuLMiRA, promessa Sposa di
Signora Giuseppa Cortesi.
OsMANO Generale delle Armi Persiane
Sig' Domenico Giura»
U Imano.
Sacerdoti.
Primati d'Hispahan.
Donzelle di Zulmira.
Soldati.
Popolo.
TARTARI.
Cheybec-Can Re della Transoxiana
Sig. Antonio Cortesi.
Kaslan fìnto amico di Gheybec-Caa
Signor Gaspare Cenni.
Primati Tartari.
Soldati.
Guardie del Re.
La Sinfonìa del Ballo e varj p^^zzì di Musica
delle Scene più interessami, sono stali apposita-
mente scritti dal sig. Maestro Giovanni Ferliga.
65
ATTO P R I M O.
Gran Padiglione reale nelle trincee Persiane ,
dalle cui aperture scorgesi in varie eminenze
V accampa mento delVese^ cito Tartaro. La scena
è ingombra di carri roi^esciati ^ aste , ban-
diere , ed altri attrezzi militari nel massimo
disordine 5 accennando una sanguinosa bat-
taglia»
La sinfonia esprime tutto l'orrore di un'acca-
nita zuffa de^ due esèrciti. All'alzar del sipario,
solo , fuggitivo Acmet vede la sna sconfìtta , e
non reggendo alla vista delT orribile scena, snuda
disperatamente il f^^rro , e va per uccidersi. Ka-
plan che iìuprovvisamente giunge lo arresta. Sor-
presa di Acmet, e sua gioja nclF udire che que-
gli si dichiara suo amico , e promette di vet>dì-
cario. Sono interrotti da un corpo di tartari che
arriva. Kaslan finge con essi di aver egli fa ito
prigioniero il Sufi, e seco lo coM'Juce in mezzo
alle guardie suddette. 0<iesi in lontano sempre
strepitoso fragor d^r^rmi, « d indi a poco vien po-
polata la scena da un (jUrjdro esprimente la com-
pleta vittoria de' Tartari.
Zuliuira accompagnata da immenso popolo , e
da Primati d'Hispahan, che portano su bacili le
fidavi della Città j e la Corona Reale 5 si presenta
6&
al viaoitore nell'atto il più commovente, pregan-
dolo di I i^panoiare il satigae innucenie dt;' su^x
coni-nladlni. il vivo di lei doìoie la dipinge pi^
bella agi' orchi dcdl' aiuanVe Re ^ il quale ordina
che cessino tosto le suai^i , indi col più vivo af-
fetto la solleva , e la rassicura.
Carico di catane vieti condotto Acnaet fra le
gaardii'. Si pre>eiì'a cizH a Cbeybec-Crin in allo
insalivante e uiiLiaccioso. Fi^eme di rnbb'a a \ista
delTa figlia che da se discaccia , allorché la vede
correre nelle sue braccia. CheybL-c can ondina ehe
§!a di.ciolto, e gli siano rese h» armi, indi sten-
dendoci amichevolmente le braccia, gli offre la
pace al patto di concedergli Znlmira per isposa.
La fìsjHa, il popolo si gettano a suoi piedi pe-
gandolo di acconsentire a si generosa propo»3ta.
Kaslan nascostamente gli fa cenno di accettarla,
-j^er cui fingendo d arrendersi al ^^oto comune, ac-
corda il patto. Gioja generale. Rabbia di Osmanof^
a cui anticipatamente avea Acmet promesso la fe-
glia. Cheybec-can fa sfilare parte delle sue trup-
pe verso la Città, parte ne fa tornare al campa ^
e preceduto dalla sua guardia , s' avvia egli fme
con Zalmira seguiti dal popolo giubilante.
Chiudesi il Padiglione.
Ov\\yx\o (arresta Acmet. Gli rimprovera la tmi^ fede,
ed il gi'irameaio hilo di non coaced*?^' Zulmira in
spo^ ad akri ette a Im. QuegK però lo abbra-ccia, gli
lintiova la sua promessa , assicurandolo che fin-
zione soltanlo fu la condiscendenza sua , accer-
tandolo che a! nuovo sole più non \edià e^li il
suo rivaiti in vita, Kaslan giongo guardingo, esterna
a tutti 1 odio ch^egli uudrisce verso Cheybec can,
e la brama di unirsi a loro perla di'^truzione del
comune nemico. Lieti luUi lo accolgono. Egli
chiede a tutti se sian disposti a vendicarsi , o a
perire eoo lui ^ lo che vien da essi con trasporto
giur.»to sulla testa dtl loro Sovrano , il quale af-
f(' tt u osa ra ente abhiacciaiidoli parte con essi verso
la Città.
ATTO SECO N D O.
rGahinetto di Zulmira. In prospetto gran
specchio caperlo da ricche carline.
Una schii^ra di Donzelle sono occupate per
abbigliare Znlmira : al di lei arrivo vengono al-
zate le «cortine dello «peccbio , dinanzi al quale
con da tnassima pon?pa è adornata per la pros-
sima lìuziale cerimonia. Viene annunziato che il
di lei padre brama parlarle da solo a sola,^ pe^r
cui essa licenzia le Donzelle. Entra Acinet , ed
abbracciando la figlia le chiede se i] di lei fi-
gliale amore corrisponda <il suo , di rio reso da
essa certo , le impone di giurarle obbedienza e
fedeltà , lo che dalla medesima vieae ^\seguijo
aoni^nza sorpiitisa. Alia \:is;ta M .un pugmle che
6Ì
egli le pr^senfa, ed all'ordine maspeltato di do-
ver svenare lo sposo, la prossima notte, sente
ella gelarsi il sangue , e gettandosi a" piedi del
padre, lo scongiura a d^sistere da si atroce riso-
luzione. Egli sevtratnente le rammenta il gìura-
meviio, mei ella risolutain^^nte protesta di morire
p^'utiosto che commettere tradimento sì nero. Kab-
bia di Acmet. D/Jle minacce passa al furore, ed
impugujito il f: rro , va per ucciderla. — Kaslaa
frettoloso annuì>zia T arrivo di Chrybec-can. Ac-
met sì ricompone , indi con le piìi fiere minacce
impoae ali i figlia un rigoroso silenzio.
Preceduto da' suoi e seguito da Primati d'Hi-
spalian, entra Cheybec-Can per condurre la sposa
al Tempio. Osserva con sorpresa il di lei pallore,
e ne chiede la c^g^one. xAdduce ella per iscusa
che i passati peritali sono ancor troppo impressi
nella sua mente. Cheybec-(]an la conforta , accer-
tandola che nuUa più le resta a temere, e che
quel giorno è sacro sollrinto alla gioja ed alla fe-
licità , quindi porgendole amorosamente la mano,
s'invia con essa al Tempio, seguito da tutti.
Kaslan parla destramente all'orecchio di Ac-
inet , e sieguono la turba festiva.
ATTO TERZO.
Magnifica Moschea.
Pomposa marcia precede l'arrivo degli Sposi,
^5
compita la quale, vlen celebrata dall' Imano la
solenne cerimonia secondo il rito della Nazione.
Dinanzi alPara vien confermata la pace e l'al-
leanza fra le due tanto nemiche popolazioni , indi
fra P esultanza , la gioja e le acclamazioni del po-
polo 5 partono lutti. Acmei con alcuni de' suoi si
trattiene ad attendere Kaslan , che gli avea iaipo-
sro di fermarsi colà. Giunge egh' seguilo da un suo
fido che porta seco ascoso un involto. — Ordina
egli che Acmet tosto deponga le sue spoglie , e
si vesta con quelle da lui poitategli , lo che viene
con tutta fretta eseguito. Tulti appi^^udono alla
sagaeità del Tartaro amico, ma temendo pel pe-
riglio del Sofìj s'offrono a gara per compire l'ar-
dua impresa. Acmet impone a tutti silenzio , nulP
altro da essi bramando, che al caso d uno sco-
primento sia senz' alcun riguardo incendiata la
città. I sacerdoti porgono voli al Cielo , acciò pro-
pizio si mostri al gran cimento del loro Signore,
il quale dando a lutti un affettuoso abbraccio ,
parte con Kaslan.
7^
ATTO IV.
Appartamenti Reali destinati a Ckefbec- C un ,Da
I un lato alco'^a 0K>e egli dorme -y dall' altro fa--
ga di camere praticabili ^ in ima delle quali
la Guardia Reale*
(Una lampada nella stanza della Guardia dà qualche piccolo
lume a questo luogo. )
Un profondo silenzio regna dapertutto. Zulniira
palpilaate sorte dall' arcova. L' odio paterno verso
il sao sposo le fjinno dnbltareserapre un qualclie
nuovo attenuto alla di lui vita. Ole un lieve ru-
more nelle camere conligue , e sbigottita ©orre
tosto inosservata a vedere. Cambiano la senti-
nella. iS" accresce il suo sospetto., e si nasconde.
Dopo fcreve tempo la 'Guardia ss' introduce con un
pugnale alla mano , fi si dirigge verso 1' alcova ^
a tal atto essa cbet^oiente s' avvicina , e nel punto
che il soldato , alzata la cortina , va per vibrare
il colpo, ella si slancia rapidamente, lo disarma,
e grida. Alla voce, al rumore, Cbeybec-Can si sve-
glia , e chiama le Guardie , che tosto entrano
con fiaccole ed armi. Sorpresa generale alla vista
di Acmet sotto le spoglie della Guardia- Znlmira
sviene in braccio alle sue donzelle, che soprag-
giungono. Furie di Gheybec-Gan, e suoi rimpro-
veri al suocero. Costernazione di Kaslan creden-
dosi scopertOi Acriiet nulla si seuol(? da un osti-
nato silen2ìio alle iateri ogazioni taltegli del modo
col quale siasi sotto qjuelle spoglie colà intro-
dotto. Ch)eybec-Can oidina a Kaslau, creduto sem-
pre suo fido, che sia tosto incatenalo il tradito-
re , e tradotto nel più tetro carcere ^ lo che viene
eou' unta fretta eseguito , indi corre a soccorrere
la fid^a &ua sposa. Rinvenuta essa prega fortemente
p^d padre. E" già sul punto di cedere Cheybec-
Cào alte di lei preghitre, ma altrove con vie n ri-
volgersi atl' annunzio improvviso che la Reg^^ia va
in fiamme. Egii ftrettolosamente raccona^anda la
spossa a suai più fidi , e eoo gì' altri tulli coi:i;e
aila difesa.
ATTO V.
Gmnd e piazza cP HUpahan,
Confusione de" Persiani ^ e terna per la vita
del Sofi. Giunge egli fra le Guardie sotto gl'or-
dini di Kaslan; a tal vista furibondi i Persiani
le assaliscono 3 e liberano il loro signore*. Cresce
sempre la sollevazio!>e del popolo contro i Tar-
tari. Cheybec-Cau arriva con un grosso drappello.
Al suo valore tutto cede. Il solo Acmet con pochi
de" suoi , fanno gli ultimi sforzi d'un disperato
coraggio. Egli intrepidamente fa fronte al torrente
che minaccia di opprimerlo anzi che soggiogarlo.
11 suo ferro non regge a ripercossi colpi , e con
esso cadono le sue speranze. Già una sciabla lui-
72
minante sta per troncare i suoi giorni , allorché
giungendo improvvisamente Cheybec-Gan arresta il
colpo fatale, e per frenare Tira de^ suoi sol-
dati se gli fa scudo egli slesso. Un tale eroismo,
estatico lo rende.
Tutta è dispersa la turba de' ribelli , e carico di
V ferri vien condotto Kaslan dinanzi al Re , il quale
gli dfìSiina la pena condegna a' suoi delitti, accor-
dan lo di nuuvo il perdono a' Persiani , e pronif^t-
tendo ad Acmet di tosto sgombrare da suoi Stati ,
end' egli ne re^sti libero padrone.
Ad atto si generoso cede 1" od'o dì lui, e si
J)recipìta nelle braccia del genero a cui giura lutto
P affetto iroppo dovuto. La commovente mossa
del Sofi fa che ognuno con emulazione lo imiti ,
e le due nemiche Nazioni si giurano eterna pa-
ce, la quale viene festeggiata con la massima
solennità.
Pine.
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